Police in San Francisco

Sono affezionato a questa mia foto per due motivi.

Il primo quasi banale: so di aver fatto una bella foto in una città che mi è piaciuta tanto. Il Golden Gate sta a San Francisco come il Ponte di Brooklyn sta a New York.

Il secondo motivo è legato al quello che è avvenuto “intorno” allo scatto.

Dato che nell’area adibita a parco da cui è stata fatta la foto la notte è interdetta la circolazione e dato che negli Stati Uniti la polizia sorveglia e fa rispettare i divieti, mi sono trovato nella simpatica situazione in cui una pattuglia utilizzando il faro posto sopra l’auto mi illuminava e tramite l’altoparlante mi diceva che dovevo andarmene da li.
Io aspettavo la che la macchina fotografica posta sul cavalletto terminasse la posa di scatto lunga e da buon italiano facevo cenno di aspettare solo un attimo ottenendo come risultato un rabbioso “RIGHT NOW” che nel mio scarsissimo inglese capivo come un invito a vaporizzarmi prima possibile.

Evitando una seconda ripetizione dell’invito e non prima del termine dello scatto, ho reputato opportuno acchiappare l’attrezzatura, salire in macchina non attendere un secondo sollecito.

Pensa che ridere se mi arrestavano.

106post in 108 giorni
#post 66/105

Volo per Manhattan

nyc-vimeoQuesta mattina, in una pausa, ho controllato il costo del volo Cagliari-New York per la settimana dell’otto dicembre.
Con 650 euro circa ci si porta a casa il volo con scalo a Roma. Un buon prezzo.
Peccato che per altri impegni non lo possa fare, altrimenti non mi sarebbe dispiaciuto affatto.

Mi consolo con il video di qui sotto reperito tramite il NYC-Site.com dove c’è questo video, altri video e tanta, ma tanta altra roba sulla Grande Mela.

The Manhattan Project from Cameron Michael on Vimeo.

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post #30/100

California and time lapse

Uniamo due passione, che in verità alla fine sono tre: l’amore per la California e più in generale per la costa ovest degli USA, la fotografia e i video in time lapse, ovvero la tecnica di montare una sequenza di foto cadenzate nel tempo in un filmato.

Tramite il sempre presente Facebook sono arrivato a un articolo de il Post che parlava del video che vedete qui a seguire.

In California ci sono stato due volte, la prima nel 2008 e la seconda nel 2010.
La prima da San Diego e salire sino a San Francisco, passando per Los Angeles, il Joshua Tree National Park, il Big Sur, la Silicon Valley e in altri posti che ora non ricordo. Fortunatamente l’archivio delle foto scattate aiuta a mettere una pezza alla mia fallace memoria.
La seconda da San Francisco, poi giù a Los Angeles e dopo a est attraversando la Dead Valley, Las Vegas, il Grand Canyon, per arrivare sino alla Monument Valley.

In un prossimo post le foto, per ora godetevi questo video.

California from Hal Bergman on Vimeo.

post #3, 100

Diario newyorkese 4

Quarto giorno ‘a giro’ per New York.

Partenza dalla solita Grand Central, direzione Village.

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Più che una visita un pellegrinaggio al primo Apple Store di Soho. L’ultima volta era chiuso e momentaneamente trasferito per ristrutturazione.
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Ma non c’è solo tecnologia…
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Per strada anche un po’ di design italiano di cui andare orgogliosi.
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Bella Washington Square in uno splendido sabato di sole e piena di gente. Gruppi che suonano e un raduno di piccoli cani per la giornata del bassotto.
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A pranzo in un deli capita di avere come vicino di tavolo Lorenzo Jovanotti. Siamo a New York!
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Prima di tuffarsi da Paragon per fare un po’ di spesa di attrezzatura sportiva, passeggiata per Union Square bella piena di gente.
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Per finire a cena in un locale dove i camerieri servono e cantano brani di musical.

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Diario newyorkese 3

Terzo giorno nella Grande Mela.

Tappa al Apple Store di Grand Central. Grande location la terrazza.

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A seguire passeggiata lungo la 5th sino al Rockefeller Center. Tulipani e sculture in pietra.

 

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Pomeriggio a Bryant Park a chiacchierare e a godersi la luce e il prato.

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Poi passeggiata lungo la 6th e la 5th verso nord.

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Conclusione della serata: shopping da Hollister.

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Diario newyorkese 2

La giornata del 25 aprile (viva l’Italia e viva la Liberazione) inizia con la solita metro a Gran Central Terminal

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Risalita verso la luce

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A Brooklyn devono rubare veramente di tutto

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Passeggiata attraversando le Brooklyn Heights, discesa verso il Brooklyn Bridge Park attraversando la nuova passerella dello Squibb Park

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Questa inquadratura non è mia originale, l’ho già vista altre volte, ma ha un suo perché.

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Il rientro a Manhattan lo si fa a piedi attraverso il famoso ponte

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A pranzo al Pier 17

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Passeggiata sino al Winter Garden e il World Financial Center passando per South Ferry
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Senza dimenticare l’HQ dei Men in Black

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E una pausa per un caffè o qualcosa che gli assomiglia

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Una visita alla Freedom Tower ormai quasi finita.

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La giornata si chiude all’outlet: Century 21.

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Diario newyorkese

Diario fotografico del 24 aprile New York City

Giro di rito a Grand Central Terminal e visita esplorativa al suo Apple Store
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Mosaici alla stazione della metro 4 sulla 59th

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Bello skyline da Roosevelt Island. Arrivati sull’isola con la funivia, quella salvata da Spiderman, per intenderci.

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Il mausoleo molto bianco dedicato a Roosevelt sull’omonima isola.

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Relax a Gantry Park a Brooklyn con la solita ottima vista su Manhattan.

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Gran giro in metro, prima per cercare il mare a Rockaway, senza riuscirci, e poi per recuperare Alessandra al JFK.

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La Boston Marathon

Boston Marathon

Dal 2006 ad oggi ho corso quindici maratone. Un anno sono arrivato a correrne quattro. E quattro sono tante. Di queste quindici, tre le ho concluse a New York, ma il mio sogno è sempre stato quello di gareggiare una Boston Marathon.

Perché un sogno?

Perché in quasi tutte le altre maratone ti iscrivi, paghi e vai a correre, mentre a Boston non è così semplice. Per correre la maratona di Boston bisogna avere il tempo di qualifica, ovvero ti puoi iscrivere solo se sei riuscito a terminare una 42 chilometri entro un tempo determinato. Nel mio caso di quasi cinquantenne il tempo di qualifica è sotto le tre ore e trenta. Oggi decisamente un tempo fuori dalla mia portata. Il mio miglior tempo è di tre ore e cinquantotto minuti.

Per correre la maratona per le strade di Boston bisogna meritarselo.

[…]

 

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