Amsterdam & Hipstamatic

Hipstamatic è una app fotografica per iPhone che è una via di mezzo tra una Polarois e uno sviluppo cross-processing.
Della Polaroid ha il formato quadrato, nel corso-processing ha quel l’effetto spesso decisamente retrò.

Ma quello che rende veramente particolare questa app dalle altre è che devo decidere in precedenza la combinazione di pellicola e obiettivo che mi daranno un certo effetto finale. Dopo scattata la foto non ho più la possibilità di cambiare il risultato finale.

In queste mie giornate olandesi mi sono dato la regola di utilizzare hipstamatic in modalità casuale, ovvero agitando l’iPhone viene scelta una combinazione casuale di pellicola e obiettivo.

I risultati non sempre hanno un riscontro con i miei gusti, ma l’obiettivo era quello di non usare le sole poche combinazioni che già conoscevo.

109 post in 118 giorni
#post 80/109

Primo giorno ad Amsterdam

Nelle città che visito per la prima volta, ma non solo, mi è sempre piaciuto camminare per le sue vie senza una meta precisa.
Raccolgo giusto qualche informazione su quale sia il centro storico e commerciale e poi mi incammino verso quella direzione.

Da questo punto di vista Amsterdam non mi ha deluso.

Nelle foto della breve galleria fanno la parte del leone i canali e l’acqua, ma non potrebbe essere differente.
E’ come andare a Venezia senza fotografare acqua.

Breve nota tecnica: le immagini inserite nella galleria sono state tutte scattate con un iPhone 5 e quasi tutte con Hipstamatic in modalità random.
Nel prossimo post qualche dettaglio in più in merito.

109 post in 118 giorni
#post 79/109

La linea gialla

Poetto

Anche se il solstizio d’inverno è sempre più vicino, il meteo tiene. Ieri altra giornata quasi estiva a Cagliari.

Finchè dura…

107 post in 114 giorni
#post 69/107

Police in San Francisco

Sono affezionato a questa mia foto per due motivi.

Il primo quasi banale: so di aver fatto una bella foto in una città che mi è piaciuta tanto. Il Golden Gate sta a San Francisco come il Ponte di Brooklyn sta a New York.

Il secondo motivo è legato al quello che è avvenuto “intorno” allo scatto.

Dato che nell’area adibita a parco da cui è stata fatta la foto la notte è interdetta la circolazione e dato che negli Stati Uniti la polizia sorveglia e fa rispettare i divieti, mi sono trovato nella simpatica situazione in cui una pattuglia utilizzando il faro posto sopra l’auto mi illuminava e tramite l’altoparlante mi diceva che dovevo andarmene da li.
Io aspettavo la che la macchina fotografica posta sul cavalletto terminasse la posa di scatto lunga e da buon italiano facevo cenno di aspettare solo un attimo ottenendo come risultato un rabbioso “RIGHT NOW” che nel mio scarsissimo inglese capivo come un invito a vaporizzarmi prima possibile.

Evitando una seconda ripetizione dell’invito e non prima del termine dello scatto, ho reputato opportuno acchiappare l’attrezzatura, salire in macchina non attendere un secondo sollecito.

Pensa che ridere se mi arrestavano.

106post in 108 giorni
#post 66/105

Nascosto alla vista

Sella del diavoloDella serie “Piccoli tropici di casa”, ovvero luoghi che in pochi conoscono ma che sono parte del tuo ambiente prossimo.

E’ un po’ come andare ad aprire quella porta che si è mantenuto sempre chiusa, che anzi neppure si sapeva che li ci fosse.

La Sella del Diavolo fa parte da sempre dell’immagine che il cagliaritano ha del Poetto, la spiaggia cittadina. E’sempre stata lì a delimitare l’inizio della spiaggia, a fare fa segnaposto, a sorvegliare dall’alto il porticciolo di Marina Piccola.

Ma appena dietro l’angolo, lungo il suo profilo nascosto, complice i vincoli militari che per anni ne hanno ostacolato la vista, c’è quello che si vede in foto.

A onor del vero c’è tanto altro, ma bisogna esplorare e andarselo a cercare.

100 post in 100 giorni
Post #42/100

Casteddu sunset

Sunset

E’ un tramonto preso da uno dei balconi di casa. Lo skyline invece è quello del quartiere Castello di Cagliari.

Cagliari in sardo è Casteddu, ovvero Castello. Era la città fortificata, quella che stava in cima a un colle circondata dalle mura. Un quartiere che ha dato il nome all’intera città.

100 post in 100 giorni
post #31/100

Su e giù per monti

Uscita_SettefratelliQuesta volta ci siamo riusciti. Replica del giro fatto due settimane fa evitando di tornare sui miei passi.

Il segreto è stare molto più concentrati sui segnali di sentiero quando questo spiana un minimo e diventa meno netto.

Facile a dirsi e un po’ meno farlo, perché il fondo è molto sconnesso e sassoso e spesso bisogna scegliere se guardare dove mettere i piedi ed evitare storte o cadute o guardarsi intorno per seguire i segnali.

Il Trail del Monte Casto si avvicina. Ho scommesso sulla 46 chilometri, una scommessa abbastanza azzardata.

E’ andata abbastanza bene, ma rimangono poche settimane per cercare di allenarsi al meglio.

A parte le gambe dolenti, i frutti della giornata sono stati un piccolo video e alcune foto.

100 post in 100 giorni
post #28/100

Diario newyorkese 4

Quarto giorno ‘a giro’ per New York.

Partenza dalla solita Grand Central, direzione Village.

20130427-170857.jpg
Più che una visita un pellegrinaggio al primo Apple Store di Soho. L’ultima volta era chiuso e momentaneamente trasferito per ristrutturazione.
20130427-170946.jpg
Ma non c’è solo tecnologia…
20130427-171251.jpg

Per strada anche un po’ di design italiano di cui andare orgogliosi.
20130427-171420.jpg

Bella Washington Square in uno splendido sabato di sole e piena di gente. Gruppi che suonano e un raduno di piccoli cani per la giornata del bassotto.
20130427-171632.jpg

A pranzo in un deli capita di avere come vicino di tavolo Lorenzo Jovanotti. Siamo a New York!
20130427-172035.jpg

Prima di tuffarsi da Paragon per fare un po’ di spesa di attrezzatura sportiva, passeggiata per Union Square bella piena di gente.
20130427-172239.jpg

20130428-092820.jpg

20130428-093012.jpg

20130428-093119.jpg

20130428-093214.jpg

Per finire a cena in un locale dove i camerieri servono e cantano brani di musical.

20130428-101403.jpg