Baunei la bella

Due aspetti della stessa bellissima regione della Sardegna: il Supramonte di Baunei.

Se il primo video è il promo, girato in modo molto professionale, per un Trail, il secondo è uno spot per pubblicizzare un’automobile di lusso.

Comune denominatore il paese e la natura di Baunei, perla della selvaggia Sardegna.

UTSS (ENGLISH subtitles) from Luca Sgualdini on Vimeo.

The Cello Player from Michael Schott on Vimeo.

P.S.
Per ottobre del prossimo anno ci sto facendo un pensierino… e non sto parlando della Jaguar.

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Cara

Oggi nel pomeriggio, trasmessa da una radio posta in diffusione nell’azienda presso cui lavoravo, ho ascoltato e cantato a mezza voce questa canzone.

Che dire, è di una struggente bellezza.

http://youtu.be/A9ZdV0wrseA

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Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte

Amico fragileSedici anni fa ci lasciava, “andava oltre”, Fabrizio de Andrè. Per me saperlo fu un piccolo shock, una cosa del tutto inaspettata.
Sino a quel momento faceva parte di quel pantheon di persone di riferimento, di quegli artisti di cui si seguiva ogni passo, anche i più difficili.

Delle sue canzoni ho ricordi legati ad età e luoghi.

Probabilmente non avevo ancora dieci anni e nell’oratorio si Serramanna, paese natale di mia madre, si suonava La città vecchia, Marinella, Bocca di rosa. Decisamente molto poco ecclesiastiche, ma io al tempo non ero in grado di capirlo. Erano i primi anni settanta, anni in cui tutto, anche la religione, era soggetta a rivisitazione.

Bocca di rosa, Marinella e La guerra di Piero erano la prima palestra di me strimpellatore alla chitarra quando ancora frequentavo le scuole medie.

La vera rivelazione da quasi adulto, avrò avuto sedici o diciassette anni, l’ho avuta quando si iniziò ad ascoltare in giro il doppio LP in concerto con la PFM.
I suoi testi e la sua musica filtrata nel progressive della Premiata Forneria Marconi.
Fantastico!!!

Negli ultimi anni di liceo non è più lui a cercarti quando ascoltavi la radio, quelle libere non la RAI, alla RAI certe sue canzoni difficilmente passavano. Sei tu che lo cerchi e ascolti anche i lavori più difficili: La Buona Novella, Storia di un impiegato, Non all’amore non al denaro né al cielo.
Era necessario ascoltarli più volte, alcuni brani non erano facili, non c’era ancora un Morgan a sdoganare il De André colto.

Sino alla fine, sino ad Anime Salve la qualità musicale e intellettuale è sempre stata grandissima.

Mentre scrivo ho come sottofondo il concerto al teatro Brancaccio del ’98, un anno prima della scomparsa. Un suo testamento musicale.
Un concerto di altissima qualità artistica.
Sul palco c’è una collezione di maestri e la presenza dei figli Cristiano e Luvi arricchisce il valore del concerto.

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, “Se mi vuoi bene piangi ”
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo “Mi ricordo”:
per osservarvi affittare un chilo d’erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri “Come sta”
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
“Lo sa che io ho perduto due figli”
“Signora lei è una donna piuttosto distratta.”
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi sospeso in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

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#post 109/114

Video personal trail

Ecco il video dell’amico Paolo che testimonia la nostra uscita dello corso il 27 dicembre sui Sette Fratelli.

La vera protagonista è Wanda, l’amica a quattro zampe. Il video non le rende vera giustizia.
Era lei che correva in avanti e indietro e ci aspettava mai spazientita, anche se più di una volta ne poteva avere motivo.

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Il giro da sfigato

E’ necessario cercare stimoli e obiettivi, quindi cosa c’è di meglio se non iscriversi a una gara impegnativa?

C’è la Lavaredo Ultra Trail, che già nel nome include la parola “ultra” che sta a significare roba-un-po’-marziana.
119 chilometri, su e giù per le Dolomiti, con un dislivello positivo di 5.850 m da concludersi in massimo 30 ore.

Poi c’è la Cortina Trail che sono solo 47 chilometri per un dislivello positivo di 2.650 m da fare in un massimo di 12 ore.
Praticamente il giro da sfigati della Lavaredo.

Io mi sono iscritto alla seconda!

Ho tempo per prepararmi, ho tempo sino al 26 giugno per cercare di portarla a termine con un minimo di dignità.

Rimando a un prossimo post il mio punto di vista riguardo il trail.

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#post 96/112

Oro Incenso e Birra

Oro Incenso e BirraCredo che tranne rare eccezioni in una carriera artistica ci sia una crescita, un apice e poi si cerchi di vivere di rendita.
Comunque la vena, ispirazione potente, cali e non permetta di produrre i capolavori di prima.

In una intervista recente, potrebbe essere di De Gregorio ma potrò anche sbagliarmi, si diceva che è come se, raggiunto l’apice senza sapere veramente come, si passi il resto della carriera temendo che il pubblico si accorga che in fin dei conti è stato un caso.

Credo che Zucchero l’apice l’abbia raggiunto con Oro Incenso e Birra e credo che i primi tre brani dell’album abbiano una forza primordiale.

Overdose (d’amore)

Nice (Nietzsche) che dice

Il mare (impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle)

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Out of the blue

Out of the blueNon è solo abilità vocale, perché di gruppi che cantano a cappella e che cantano bene ne esistono tanti.

Quello che per me li pone una spanna sopra gli altri sono le coreografie.

Chi ha solo provato una volta a organizzare non dico una intera coreografia ma anche soli quattro passi di danza sa che non è facile coordinarsi con la musica e con gli altri, figuriamoci un intero brano musicale.

Sono ore e ore di prove. Prove che danno il loro risultato.

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C’era una volta Grease

Ci sono cose che con passare del tempo non reggono, altre che invece anche a distanza di anni mantengono una loro dignità.

Di Grease, visto al cinema quando uscì nel ’78, ricordo ancora la bellezza di Olivia Newton-John. Sarà che ero all’inizio della mia adolescenza, ma lei mi appariva di un altro pianeta.

Mia era già capitato di vedere il primo video, quasi una rimpatriata tra vecchi compagni di classe.
Questa volta sono andato a cercare lo spezzone originale.

Lei benché gli anni non abbiano infierito più di tanto, 35 anni fa era bellissima. Lui, visto con occhio maschile, l’età l’ha notevolmente migliorato.

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Addobbi fai-da-te

Su internet c’è un mondo di tutorial, basta avere solo un po’ di pazienza e praticità con le ricerche su google per trovare di tutto e di più.

D’altronde il tanto amato e parodiato Art-Attack nasce proprio da questo genere di esigenza.

Non vi piacciono gli addobbi che trovate al supermarket?
Bene, allora procuratevi del tempo libero e dedicatevi all’auto-costruzione di quanto vi accompagnerà sino all’epifania.

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