Vanishing point

Anno NuovoOggi dovrebbe essere la giornata dei consuntivi e dei buoni propositi per il futuro.

Il 2014 non è stato un anno eccezionale ma neppure da annoverarsi tra i peggiori.
Un anno di riferimento, non per altro perché ho compiuto 50 anni.

Mi ero ripromesso di correre nuovamente una maratona entro il cinquantesimo anno di età.
Anche se ho tempo sino al 17 febbraio 2015 è molto probabile che questo proposito andrà deluso.
In compenso ho corso, o meglio ho concluso perché correre è una affermazione impegnativa, un trail di 46 chilometri. Bellissima esperienza.

Per l’anno che sta per arrivare ho in programma un’altra esperienza simile, anche se rimane il desiderio di ricoprire in modo dignitoso una 42 km.
Dovrei avere il pettorale per la NYC Marathon a novembre. Vediamo come evolverà.

Mi piacerebbe avere qualche soddisfazione lavorativa in più, questi ultimi anni non sono stati molto prodigi.

Riguardo gli affetti famigliari avendo due genitori anziani il futuro non mi riserva chissà quali buone cose. Ma così è.

Come durante le gare di resistenza, anche se stanchi e doloranti, anche se non si riesce più a correre e si è costretti ad alternare il passo con la corsa, non si deve mettere mai in dubbio l’arrivo al traguardo.

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Traccia permanente

NetworkIl ragionamento che intendo fare parte da questo articolo di Massimo Mantellini pubblicato su ilpost.it.

La ragazza sorride. Allarga le braccia. In una delle tre foto abbraccia un ragazzo più giovane (un parente? Un amico?) la faccia di lui resa irriconoscibile con un effetto pixel. Come si fa con i bambini o con la faccia di qualcuno che era lì di passaggio ma che non c’entra nulla. Quei pixel aggiungono pena alla pena. […]

[…] Ora la ragazza è morta e i giornali, quasi tutti, hanno usato le sue foto, prese dal suo profilo Facebook per corredare i servizi di cronaca nera che parlano di lei. Hanno chiesto il permesso a qualcuno? Non ce n’è stato bisogno. Erano lì, su Internet, è bastato un colpo di mouse per impadronirsene. Un altro per pubblicarle. […]

Qui si può leggere l’intero articolo

Circa sei mesi fa, io e mia moglie Alessandra, ci siamo trovati davanti una platea di adulti scout dell’Assoraider. Il tema del dire era “Web e scautismo”.

Si è parlato sopratutto del rapporto che può intercorrere tramite la rete tra l’adulto educatore e il ragazzo. Al di la del tracciare i limiti di responsabilità e a esporre la potenza che un mezzo come i social mettono a disposizione, si sottolineava un aspetto fondamentale: nel momento in cui si va a pubblicare una qualsiasi cosa su internet, sia sul nostro sito personale con dieci accessi settimanali che sul nostro profilo Facebook che vanta centinaia di amicizie, noi ne perdiamo il controllo.

Quello che spessissimo dimentichiamo è che in maniera diretta o indiretta chiunque può accedere ai nostri contenuti e farne quello che meglio crede, indipendentemente dalla nostra volontà e indipendentemente dal tempo che sono stati raggiungibili.

Facebook e i social in generale hanno messo alla portata di chiunque uno strumento estremamente semplice per raggiungere una platea ampia. Di contro spesso danno una falsa sensazione di privatezza.

Credo sia capitato un po’ a tutti di avere a che fare con un contatto che esterna in maniera esagerata i suoi sentimenti di amore o di odio verso qualcuno o qualcosa, dimenticando che al 99% delle persone raggiunte non può interessare.  Il più delle volte si genera fastidio e imbarazzo.

Pochissimi di noi andrebbero sulla pubblica piazza a urlare il proprio amore incondizionato verso il proprio partner dal balcone di casa o nella pubblica piazza. Quindi perchè farlo sulla rete?

Ma sopratutto: sai che stai lasciando una traccia indelebile?

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Satireggiando

Spinosa.it

La satira è satira quando sa essere irriverente e cinica.

In questi anni quelli di spinosa.it hanno centrato in pieno entrambi gli obiettivi. Facendo ridere alle volte di più e alle volte di meno.

Politica e religione gli argomenti più utilizzati, ma d’altronde in Italia credo che non possa essere diverso. Sicuramente parliamo di due campi in cui spesso è come sparare sulla croce rossa.

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Il giro da sfigato

E’ necessario cercare stimoli e obiettivi, quindi cosa c’è di meglio se non iscriversi a una gara impegnativa?

C’è la Lavaredo Ultra Trail, che già nel nome include la parola “ultra” che sta a significare roba-un-po’-marziana.
119 chilometri, su e giù per le Dolomiti, con un dislivello positivo di 5.850 m da concludersi in massimo 30 ore.

Poi c’è la Cortina Trail che sono solo 47 chilometri per un dislivello positivo di 2.650 m da fare in un massimo di 12 ore.
Praticamente il giro da sfigati della Lavaredo.

Io mi sono iscritto alla seconda!

Ho tempo per prepararmi, ho tempo sino al 26 giugno per cercare di portarla a termine con un minimo di dignità.

Rimando a un prossimo post il mio punto di vista riguardo il trail.

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Festa trail in differita

Trail SettefratelliAlle volte serve crearsi un’occasione per vincere la pigrizia e fare qualcosa.

L’occasione è il compleanno di un amico podista che abita a Nervi è che decide di festeggiare con altri amici podisti i suoi cinquant’anni andando a correre per i colli liguri. Questo prima di dedicarsi ad abbondanti libagioni.

Vuoi che io non possa andare in Liguria e vuoi che in Sardegna ci sia un altro ligure amico del primo, a questo punto si festeggia in differita per i sentieri nostrani.

Il risultato sono 16 chilometri con un dislivello positivo di circa 700 metri su per i Settefratelli.

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Christmas Runners

 Poetto, Marina Piccila e Sella del DiavoloLa communità dei runners ha i sui riti e le sue stravaganze. Uno di questi è poter dire di essere andati a correre nei luogo o nei momenti particolari.

Io, per non essere meno, questa mattina, oggi che è  Natale, sono uscito a correre.

Non era presto, saranno state le nove, ma c’era pochissima gente per strada. Giusto qualche altro raro fanatico par mio.

Anche se il cielo rimaneva coperto, il mare al Poetto era bellissimo.

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Babbo Natale esiste?

Bambini cattiviLa dimostrazione scientifica dell’inesistenza di Babbo Natale non è nuova. Gira in rete da diversi anni.
Ma a me è sempre piaciuta!

Per cui, nell’augurare a tutti un grande e ottimo Natale, riporto quanto segue dichiarando fin da queste righe:

ATTENZIONE SPOILER!!!

Babbo Natale esiste? 

Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.

Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con tutte le religioni il carico di lavoro si riduce al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo.

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American Coffee

Americano coffee

Se lavoro da casa e ho qualche minuto in più da dedicare alla pausa di mezza mattina mi dedico alla preparazione del caffè americano.

Ho per casa del caffè comprato non mi ricordo quando negli USA e ho anche i filtri per produrlo.

Il sistema è in un certo qual modo rozzo ma efficace.

Un po’ di acqua bollente e un po’ di pazienza per farla percolare lentamente attraverso la polvere e il filtro e il bibitone caldo è pronto.

So di far inorridire i puristi dell’espresso. Infatti L’Espresso è un’altra cosa.

Quando parliamo di american coffee dovremmo parlare di bevanda al gusto di caffè.

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Giro di boa

solstizio invernoOggi è il solstizio d’inverno.
Finalmente!!!

E’ il giro di boa, da oggi le giornate si allungano. La prossima tappa è l’ultima domenica di marzo, quando entrerà in vigore l’ora legale.

Per una persona nata e crescita in Sardegna la luce ha una importanza fondamentale.

Sarà che il miei primi quadrimestri erano disastrosi, ma le migliori performance di studio al liceo erano nei mesi di aprile e maggio.

Ricordo svogliate sere passate sui libri soggetto a mille distrazione quando dalla finestra l’unica luce era quella dell’illuminazione stradale.
La musica cambiava quando c’era luce anche oltre le otto di sera. Un altra energia, un’altra concentrazione.

Ancora un po’ di pazienza e ci arriviamo.

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Cyberwar

CiberpunkIn questi giorni c’è un articolo interessante su ilpost.it che prendendo spunto da quanto è successo in queste settimane alla Sony Pictures, fa il punto su quella che viene chiamata la “Guerra Cibernetica” .

Per tutta una serie di associazioni mentali avute dopo aver letto l’articolo, ho pensato al libro di fantascienza “Neuromante” di William Gibson.

Se non lo avete letto, fatelo. E’ solo fantascienza, ma la strada tracciata sembra giusto quella.

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