Cagliari Urban Trail

imageSopratutto i polpacci risentono delle salite e delle scale fatte durante la gara.

Cagliari è una città diversamente piana e già il fatto che, un poco invidiosa della più titolata Roma, vanti anche lei d’avere sette colli doveva farmi sospettare qualcosa.

I trail sono competizioni corse per sentieri e spesso per impervie vie di montagna. Ergo un urban trail perde la caratteristica dello sterrato ma mantiene la qualità principe, ovvero farsi vanto di non avere più di duecento metri in piano.

Fuor di metafora, mi sono divertito a partecipare a questa manifestazione organizzata a Cagliari.
Poco meno di otto chilometri in 52 minuti. Tutto sommato una buona prestazione per il tipo di percorso e la mia preparazione.

Ottima scelta scenografica da parte dell’organizzazione. Tutti con la magliettina tecnica giallo evidenziatore con le bande catarifrangenti e con una torcia frontale a illuminare i sentieri d’asfalto cittadini.
Sopratutto alla partenza e lungo i primi chilometri, quando il gruppo iniziale non si era ancora allungato, il colpo d’occhio era d’effetto.

Abbiamo corso principalmente nel centro storico, per i quartieri più multietnici di Cagliari e più dedicati alla ristorazione.

E’ stato divertente vedere il ragazzo pakistano o senegalese sulla soglia di casa che un po’ stupito osserva il fiume di magliette gialle correre nella notte calda di fine estate.

E’ stato divertente anche correre e sfiorare i tavoli dei ristoranti occupati da avventori che mentre tu sudi e imprechi per l’ennesima salita si cacciano in bocca l’ennesima forchettata di spaghetti alla bottariga.

Unico neo: ma porca di quella zozza, ma un ristoro a metà percorso no?
Non chiedo gli integratori, non pretendo lo spugnaggio, ma un bicchiere d’acqua al quarto chilometro no?

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